“Laine De Verre”, il nuovo eau de parfum di Serge Lutens

Articolo tratto da: www.extrait.it

Laine de Verre, il terzo “anti-profumo” firmato Serge Lutens. Da anni il Maestro ci ha abituati a profumi dai nomi depistanti, alcune volte anche sconcertanti, come notti di cellophane, garofani al vetriolo e vergini di ferro. I suoi fan stiano tranquilli, i suoi detrattori si mettano l’animo in pace, Serge Lutens ancora non ha deciso di abbandonare la scorretta via, né di tradire la sua fama di personaggio fuori da ogni regola, tanto è vero che la sua nuova creazione si chiama Laine de Verre.

Per capire quanto questo nome sia legato al silicato amorfo più noto come lana di vetro, quanto invece sia un azzeccato e intrigante ossimoro per indicare due elementi contrapposti, le parole di Serge Lutens non lasciano dubbi: “È solo dopo essere stato attraversato dall’inverno che, abbandonando le armi, il Signore di Vetro venne ai piedi della Signora di Lana a deporre fiori e felci che, sopra di lui, si erano ricoperti di brina”.

Serge-Lutens "Laine de Verre"

Serge-Lutens “Laine de Verre”

Lana e vetro, femminino e mascolino, due metà complementari, due opposti che si scontrano con conseguenze esplosive, condizione obbligata però per avere come risultato finale uno straordinario accordo. Laine de Verre è la terza fragranza della Collezione L’Eau, inaugurata nel 2009 con L’Eau Serge Lutens e proseguita nel 2011 con L’Eau Froide. Da grande affabulatore degli accordi olfattivi, Lutens ha concepito questa linea come una vera e propria rivoluzione nei confronti delle sue stesse creazioni più classiche e opulente. Potremmo definire le sue eaux degli “anti-profumi” leggerissimi che rivelano un nuovo concetto di trasparenza e freschezza con piramidi ridotte all’essenziale, sottili e austere, ma non avare di emozioni. Profumi che si amano alla follia o si odiano all’estremo. E questa nuova fragranza non sembra tradire le aspettative, anche grazie ad una composizione tanto semplice quanto perfettamente coerente con il nome: agrumi, aldeidi, muschio e cashmeran.

Lo scintillio metallico degli agrumi e delle aldeidi incontra la morbidezza del cashmeran e del muschio: un rendez-vous che per certi versi appare azzardato perchè la lana se ghiacciata può graffiare. Allo stesso tempo, sfaccettati cristalli di vetro illuminano la lana che avvolge la pelle e la mantiene calda.